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3 strumenti gratis per l'invio di newsletter e di mail massive

3 software gratuiti per l’invio della newsletter

Dopo aver ampiamente parlato di come realizzare al meglio una campagna di email marketing attraverso l’utilizzo della newsletter, andiamo a scoprire quali sono i principali e più utilizzati software gratuiti, per la creazione e l’invio della mail come newsletter.

3 strumenti gratuiti per creare ed inviare newsletter

Questi strumenti gratuiti, ti forniscono la possibilità di inviare mail ad un ampio numero di indirizzi, precedentemente acquisiti attraverso l’iscrizione alla tua newsletter o probabilmente al feed RSS. La newsletter consiste nell’invio di mail targetizzate in base ad interessi mostrati attraverso l’utilizzo del proprio sito web.

Qui è possibile vedere i migliori software per l’invio massivo di emails.

Scopriamo quali sono i tre migliori e sopratutto gratuiti!

1- Tinyletter

Tinyletter, uno strumento gratuito per l'invio massivo di email.

Tinyletter, uno strumento gratuito per l’invio massivo di email.

Tinyletter è un ottimo servizio per l’invio massivo di email, in quanto oltre alla facilità di utilizzo, permette anche una notevole personalizzazione attraverso l’utilizzo di strumenti interni come il reach text editor ed il html editor. L’apertura dell’account è semplice e rapida, il tutto può essere fatto entro un paio di minuti. Attraverso Tinyletter è anche possibile inserire un form di iscrizione all’interno delle email che invierai, in modo da incentivare l’iscrizione al tuo sito web verso gli utenti che ricevono la mail e desiderano farlo.

Tinyletter è uno strumento simile a Tinypng, strumento gratuito per ridurre il peso delle immagini senza perdere qualità, completamente gratuito e facile da utilizzare.

2- Mailchimp

Mailchjimp è lo strumento per l'invio di mail massive più famoso del web

Mailchimp è lo strumento per l’invio di mail massive più famoso del web

Mailchimp è il software più famoso al mondo per l’utilizzo della newsletter e l’invio massivo di email. Esso ha un ampio numero di template già integrati, in modo da poterli utilizzare per inviare mail ai vostri iscritti.

La versione gratuita del programma permette di inviare un massimo di 1.200 email al mese (un po’ limitativo, dipende dall’ampiezza della vostra struttura di newsletter), fino ad un massimo di 2.000 iscritti, dopo di che, occorre acquistare la versione premium, ecco i costi:

Prezzi e specifiche del servizio premium di Mailchimp

Prezzi e specifiche del servizio premium di Mailchimp

Oltre ad essere lo strumento più utilizzato, è anche semplice da utilizzare grazie alla sua possibilità di personalizzazione e la grande flessibilità nel suo utilizzo.

3- Letterpop

Letterpop è un servizio di invio newsletter gratuito e semplice da utilizzare

Letterpop è un servizio di invio newsletter gratuito e semplice da utilizzare

Letterpop oltre ad essere completamente gratuito, ha la particolarità di poter creare un template di email molto particolare ed accattivante. Grazie alla sua semplicità di utilizzo e modi di personalizzare, grazie al fatto che è possibile copiare ed incollare testi, immagini da flickr e quant’altro, risulta essere uno degli strumenti web (utilizzabili direttamente dal browser) più comodi e facili da utilizzare.

Qui è possibile in pochissimo tempo, creare il template, scrivere o copiare il testo della mail, inserire logo ed eventuali immagini e spedire la newsletter, niente più niente meno. Ovviamente non aspettatevi uno strumento professionale come Mailchimp che abbiamo descritto precedentemente!

Conclusioni – Miglior programma per l’invio massivo di email

In conlcusione possiamo affermare che Mailchimp resta il leader nel settore, ma con parecchie limitazioni. Per cui se il tuo interesse è non pagare per usufruire di un servizio come questo puoi scegliere fra Tinyletter e Letterpop.

Il primo più completo e professionale, il secondo invece per neofiti e più semplice da strutturare ed utilizzare.

Buon invio di mail massive a tutti i lettori!

Admin
5 consigli per una ottima campagna di email marketing

Consigli utili per una campagna di email marketing

Sentiamo spesso parlare di email marketing, ma non sempre riceviamo una newsletter chiara, concisa e che catturi la nostra attenzione.

Vediamo dunque alcuni punti importanti su cui focalizzare la nostra attenzione, nel momento in decidiamo di affrontare questo investimento, perché importante vederla come investimento e non come spesa, altrimenti partiamo già con il piede sbagliato.

5 consigli fondamentali per una campagna di email marketing

Partiamo brevemente spiegando cos’è l’email marketing e sopratutto a cosa serve.

L’email marketing nel 2018, consiste nel raggiungere un potenziale cliente attraverso un marketing così detto “diretto”, attraverso l’utilizzo dei messaggi di posta elettronici (email).

Ecco una serie di punti importanti da seguire all’interno di una campagna:

  1. identifica l’oggetto e gli obiettivi delle tue email;
  2. crea il tuo template;
  3. stabilisci la tua audience e crea le tue liste;
  4. imposta il monitoraggio dei risultati;
  5. invia la tua email e utilizza i dati per migliorare la tua strategia.

Oggetto ed obiettivo delle email

Il primo passo è forse il più importante, vale a dire definire l’obiettivo della campagna e quindi determinare la frase che sta nell’oggetto della mail. Non essere banale, non scrivere frasi del tipo “solo oggi” oppure “saldi”. Sono frasi comuni, che identificano spesso e volentieri lo SPAM.

Cerca di attrarre l’utente al click ed all’apertura della mail.

Template identificativo

È importante far si che non appena io apra la mail ricevuta, capisca che il mittente sia tu, senza leggere appunto l’indirizzo o il nome di colui che me l’ha inviata.

Quindi colori uguali alla grafica aziendale, logo ben visibile nella testata della mail e magari font personalizzato, sempre che effettivamente l’azienda ne utilizzi uno appositamente creato per il web.

Stabilisci audience e crea delle liste

Importante quasi quanto l’obiettivo della mail, è il destinatario della stessa. Vale a dire, a chi invio cosa? Non posso pensare di inviare la stessa mail ai miei 10.000 follower, bensì devo targetizzare bene ogni email inviata per aumentare il tasso di apertura e conversione (numero di volte che viene aperta la mail e che grazie all’apertura porta ad un acquisto).

Crea delle liste in base agli interessi ed ai comportamenti dei tuoi utenti. Supponiamo tu sia un venditore di scarpe (per fare un esempio facile), non possiamo inviare una mail con un prodotto come una scarpa con tacco da donna al 50%, allo stesso modo, sia a uomini che donne. Bensì dobbiamo scegliere la tipologia dell’utente che la riceverà in base al sesso, all’età ed altre caratteristiche che siamo riusciti a ricavare, formando così un grande database di clienti.

Monitorare i risultati

Spesso questo è un passaggio che non viene considerato, ma in realtà è un punto fondamentale, in quanto permette di controllare l’andamento della campagna e portarne delle migliorie.

Attraverso un’analisi approfondita possiamo spingere là dove abbiamo già discreti risultati e migliorare o anche eventualmente smettere di inviare mail di marketing dove non abbiamo risultati.

Non snobbare questa pratica, in quanto i soldi che stai investendo sono i tuoi e penso che non ti piaccia sperperarli!

Invia la mail e migliora la strategia

Collegandoci al punto precedente, ora che la nostra email è stata inviata è il momento di attendere i risultati, analizzarli e migliorarne destinatari e contenuti. Quindi alcuni parametri importanti da seguire, come abbiamo già accennato sono:

  • Deliverability
  • Tasso di apertura
  • CTR

In parole povere, quante volte sono state aperte le mail? Hanno portato clienti? Se si quanti? Cosa hanno acquistato?

Tutti questi dati serviranno per migliorare la campagna, ottimizzare le spese ed aumentare i profitti. Solo così riuscirai a prenderti delle soddisfazioni!

Ti potrebbe interessare leggere anche:

Campagna di email marketing di successo: ecco le linee guida da seguire

Admin
Come impostare una risposta automatica su Messenger di una pagina Facebook

Come impostare il messaggio automatico di risposta in una pagina FB

Il quesito che ci poniamo oggi è questo:

Come configurare la risposta automatica sul Messenger di Facebook per una Pagina?

La procedura è molto semplice, ma chiaramente se non sappiamo dove andare, anche questo diventa difficile. La guida che segue, è adatta ad una Pagina Facebook, non è possibile farlo su profili privati.

Andiamo a vedere come fare, passo dopo passo:

Le Risposte istantanee sono messaggi inviati automaticamente come prima risposta della tua Pagina ai nuovi messaggi. Ad esempio, puoi usare una risposta istantanea per comunicare ai clienti che riceveranno presto una risposta o per ringraziarli per aver contattato la tua Pagina.
Per attivare le Risposte istantanee per la tua Pagina:

Clicca su Impostazioni in alto nella Pagina.

Clicca su Messaggi nella colonna sinistra.

Cliccare impostazioni, poi messaggi all'interno della tua Pagina Facebook

Cliccare impostazioni, poi messaggi all’interno della tua Pagina Facebook

In Assistenza con le risposte, clicca per selezionare  accanto a Invia risposte istantanee alle persone che scrivono messaggi alla tua Pagina.

Qui è possibile impostare il messaggio automatico di risposta su Messenger di una Pagina Facebook

Qui è possibile impostare il messaggio automatico di risposta su Messenger di una Pagina Facebook

Per modificare la risposta istantanea, clicca su Modifica. Ora puoi inserire il messaggio che vuoi venga inviato automaticamente all’utente che ti contatta, in seguito è sufficiente cliccare su Salva.

Ecco cosa fare per disattivare le risposte istantanee, dobbiamo fare i medesimi passaggi, ma ovviamente andando a disattivare l’impostazione:
  1. Clicca su Impostazioni in alto nella Pagina.
  2. Clicca su Messaggi nella colonna sinistra.
  3. In Assistenza con le risposte, clicca per selezionare No accanto a Invia risposte istantanee alle persone che scrivono messaggi alla tua Pagina.

Hai letto l’articolo su:

Come inserire la risposta automatica ad un messaggio su Messenger di Facebook

Admin
Con LinkDetox puoi analizzare i backlink sospetti che arrivano nel tuo sito web

Link Detox, per analizzare i backlink sospetti

Tutti sappiamo che la link building è importante per il posizionamento dei siti web e che sono anche fondamentali per costruire una reputazione del sito su Google. Tuttavia, è altrettanto noto che Google non vede di buon occhio i link negativi, i c.d. link tossici, che possono causare anche un peggioramento del posizionamento nella SERP dei motori di ricerca. Infatti Google, è risaputo, ha intrapreso ormai una lotta senza quartiere contro quei siti che hanno dei backlink negativi e sospetti, sempre nell’ottica di ottenere nei migliori risultati della SERP i siti che hanno articoli e link di ottima qualità.

Tuttavia sappiamo bene anche che non tutti i backlink sono ricercati e voluti. Ecco perchè, per non subire delle penalizzazioni da Google anche pesanti, sarebbe bene cercare di eliminare tutti i backlink che non vogliamo perchè sono sospetti o di scarsa qualità. Ci sono degli strumenti appositi che possono aiutare in questa operazione, quindi ripulendo il sito da tutti i backlink che potrebbero essere malvisti da Google.

Si chiama LinkDetox e si tratta di un backlink checker, sviluppato da Cemper, che pemrette l’accesso con 1 dollaro oppure pubblicando un tweet per ottenere, in questo modo, un report gratuito della propria situazione.

 

Dopo di che, dato che il software è a pagamento, per poterlo avere sul proprio PC bisogna pagare un pacchetto mensile il cui costo varia a seconda dei servizi e delle prestazioni richieste.

Ma come funziona LinkDetox?

Si tratta di uno strumento abbastanza semplice. La prima cosa da fare è quella di inserire l’url del quale si voglia ottenere il report, e quindi avviare il processo.

Esso è in grado, alla fine dell’analisi del proprio sito web, di dire quanti backlink ha trovato, il numero delle pagine che hanno dei backlink, di mostrare un grafico che individua il rapporto fra i link utili e quelli che invece sono dannosi o che sono considerati sospetti.

Non solo: LinkDetox individua anche la provenienza, l’indirizzo mail del proprietario del sito, il numero di backlink che possiede, l’ancor text ed il pagerank del sito dal quale viene il backlink sospetto o dannoso.

Inoltre, sempre per quanto riguarda i backlink non graditi, indica un punteggio: cliccando sul punteggio è possibile conoscere di più delle caratteristiche del sito per mezzo di un codice che indica per esempio se il sito non è indicizzato su Google, e via dicendo.

LinkDetox permette anche di scaricare un report compatibile con Google. La cosa migliore da fare, quando si trova un backlink negativo o sospetto, è di contattare il proprietario del sito e chiederli di rimuoverlo.

Esso permette quindi di localizzare esattamente i link sospetti e tossici sul tuo sito. Non solo, perché oltre a localizzarli, questo utile strumento permette anche di dare tutte le informazioni specifiche utili sulla provenienza del link, sul tipo di backlink, sul punteggio di danno che potrebbero portare al proprio sito, sui contatti del proprietario del sito. In questo modo potete sempre stare al sicuro da Google, nella certezza che in ogni momento potete conoscere se il vostro sito è a rischio e rimediare, in modo da evitare le penalizzazioni da parte di Google.

A cura di Max Del Rosso, SEO & Link building Specialist ilmioposizionamento.it

Admin
Traduzione e reinterpretazione italiana di The art of SEO

The art of SEO – Traduzione del libro in lingua italiana

È una notizia strabiliante quella che state ora leggendo. Il famoso libro (qualcuno osa chiamarla anche bibbia), The art of SEO verrà presto tradotto e reinterpretato in lingua italiana.

The art of SEO – Edizione in lingua italiana in arrivo

The art of SEO è il libro più famoso mai scritto (purtroppo solo in lingua inglese e mai tradotto), che tratta l’argomento di posizionamento organico nei risultati dei motori di ricerca.

Il suddetto libro esiste in varie edizioni, la prima più economica uscita nell’anno 2012 e la terza più costosa ed aggiornata, disponibile dall’anno 2015.

The art of SEO edizione 2012 acquistabile a soli 7 euro

The art of SEO edizione 2012 acquistabile a soli 7 euro

 


The art of SEO terza edizione del 2015, acquistala a partire da 27 euro

The art of SEO terza edizione del 2015, acquistala a partire da 27 euro

 


Questa è la descrizione del libro in lingua originale:

Three acknowledged experts in search engine optimization share guidelines and innovative techniques that will help you plan and execute a comprehensive SEO strategy. Complete with an array of effective tactics from basic to advanced, this third edition prepares digital marketers for 2016 with updates on SEO tools and new search engine optimization methods that have reshaped the SEO landscape

Novices will receive a thorough SEO education, while experienced SEO practitioners get an extensive reference to support ongoing engagements.

Tradotta in lingua italiano significa ciò:

Tre grandi esperti in ottimizzazione dei motori di ricerca, condividono linee guida e tecniche innovative che ti aiuteranno ad espandere ed eseguire una strategia SEO. Completano il libro alcune tattiche da quelle base a quelle avanzate. Questa edizione preparata per il marketing digitale del 2016, che comprende tutti gli aggiornamento di tool SEO ed i nuovi metodi di posizionamento.

I novizi in materia riceveranno un’educazione SEO, mentre gli esperti in materia riceveranno esperienza e consigli pratici da utilizzare nel proprio lavoro.

Il libro è scritto da tre diversi autori: Eric Enge, Stephan Spencer, Jessie Stricchiola.

Chi traduce il libro?

La traduzione del libro è stata annunciata circa un paio di giorni fa da due grandi esperti italiani di marketing e SEO: Jacopo Matteuzzi e Flavio Mazzanti.

Entrambi fanno parte del team Studio Samo (nota società di marketing digitale italiana), che, fra le altre cose, organizza uno dei corsi SEO più strutturati in Italia, Da zero a SEO. La reinterpretazione sarà fatta improntando il volume verso il mercato italiano, molto differente rispetto a quello anglosassone o peggio ancora statunitense. Un’arma in più dunque, anche per chi ha letto l’edizione originale.

La notizia è stata data proprio da Jacopo nel gruppo Facebook Da zero a SEO com’è possibile vedere qui di seguito:

Annuncio di Jacopo Matteuzzi della traduzione in lingua italiana del libro The art of SEO

Annuncio di Jacopo Matteuzzi della traduzione in lingua italiana del libro The art of SEO

La traduzione richiederà ovviamente tempo e denaro, a tal proposito i due esperti SEO di Studio Samo hanno aperto le prenotazioni attraverso la piattaforma Flacowski, raggiungibile a questo link:


Questi sono i punti di forza e sopratutto i “plus” che potrai acquisire dalla lettura del libro:

  • Comprendi le molte complessità della SEO
  • Esplora le basi teoriche e il funzionamento interno dei motori di ricerca
  • Comprendi il ruolo dei Social, dei dati dell’utente e dei link
  • Scopri gli strumenti per tener traccia dei risultati e misurare il successo
  • Esamina gli effetti degli algoritmi di Panda e Penguin di Google
  • Prendi in considerazione le opportunità nel SEO mobile, locale e verticale
  • Costruisci un team SEO competente con ruoli definiti
  • Dai un’occhiata al futuro della ricerca e all’industria SEO

Quando sarà disponibile l’edizione italiana?

Il progetto ha previsto come termine ultimo settembre 2018, quindi fra burocrazie varie, pubblicazione e quant’altro, ci aspettiamo di vederlo nelle librerie italiane ed online entro Natale 2018. Un bel regalo insomma per chi ambisce di lavorare in questo settore!

Se nel frattempo avete necessità di una consulenza SEO, non esitate a contattarci attraverso l’apposito form che segue:

Admin
I tre migliori strumenti per controllare la velocità di caricamento del tuo sito web

Tre migliori strumenti per testare la velocità di un sito web

Hai spesso sentito parlare di pesantezza di un sito web? Ma come quantificare questa pesantezza? Esistono delle linee guida?

Analizziamo assieme brevemente questo fattore e la sua importanza ed in seguito vi mostriamo i:

3 migliori strumenti gratuiti per controllare la velocità di un sito web

Rispondiamo inizialmente alle varie domande:

Si sente spesso parlare di pesantezza, ma non è affatto quantificabile. In quanto posso avere un sito pesante (oltre 2/3 mb) ma avere un server così performante che l’utente che entra nel mio sito internet nemmeno si accorge della pesantezza. Viceversa posso avere un sito leggerissimo ma essere ospitato in un hosting economico e di scarsa qualità, che l’utente esce dal tuo sito web a causa della lunga attesa nel caricamento.

Quindi cosa fare in questo caso? Come controllare questo fattore? È così importante?

Si è fondamentale per due motivi. Il primo perchè Google, ci dice che è un fattore di ranking, ciò significa che se avete un sito web che fatica a caricare, allora avrete maggiori difficoltà nel posizionare il sito nei risultati organici di un motore di ricerca.

Seconda cosa, immedesimiamoci nell’utente che fa una ricerca su google ed entra nel tuo sito web, passano quattro, no cinque secondi. Cosa fai? Torni indietro e passi al sito internet successivo. Quindi l’utente non visita il tuo sito web, inoltre Google vede un’alta frequenza di rimbalzo (più è alta e più significa che l’utente abbandona velocemente il sito web), quindi analizza negativamente la tua pagina web in ottica SEO.


Passiamo al dunque, ecco i tre strumenti di cui parlavamo:

Google Developers Page Speed Insights

Il primo strumento di cui vi parliamo è di Google. Simula il passaggio del crawler e mostra dati di visualizzazione da desktop e da mobile. Inoltre vi mostra alcuni suggerimenti per migliorare la velocità di caricamento.

Sito web: https://developers.google.com/speed/pagespeed/insights/

WebPageTest

Strumento che permette di controllare la velocità di caricamento oltre ad un’analisi approfondita di tutti i file presenti al caricamento della pagina inserita con i tempi singoli di caricamento.  Permette di scegliere dispositivo di simulazione e/o zona da cui far partire il test.

Sito web: http://www.webpagetest.org/

Pingdom

Strumento che grazie alla possibilità di scegliere quattro diverse zone in cui ospitare il test. Fornisce inoltre dei suggerimenti per migliorarne la velocità dopo aver effettuato il test.

Sito web: https://tools.pingdom.com/

Admin
Server interni di un'azienda. Cos'è il www3 e perchè viene utilizzato

Che cos’è il www3 in un dominio? Cosa significa?

Vi siete mail imbattuti in un sito web che inizia per www3? Che cos’è? Cosa significa e in cosa si differenzia dal dominio standard di un sito web in www?

Scopriamolo assieme.

Che cos’è il dominio www3? Che differenze ha dal www?

In un indirizzo Web o URL, ad esempio http://www.company.com, la parte “company.com” (la parte finale), identifica i server dell’organizzazione da contattare per servire il sito richiesto.

L’organizzazione contattata è libera di instradare internamente la richiesta a uno qualsiasi dei suoi server web disponibili. La parte principale dell’URL, ad esempio “www.” aiuta a decidere come eseguire questo routing interno.

Alcune aziende usano “www2.”, “Www3.”, ecc. Per eseguire il “bilanciamento del carico”. Una richiesta iniziale al “www.”, il server potrebbe essere reindirizzato a un server meno occupato, ad esempio “www2.”.

Un altro esempio è il routing basato sui ruoli. Ad esempio, store.apple.com e developer.apple.com sono entrambi ospitati su apple.com, ma svolgono diversi ruoli sul Web; uno è un negozio online, l’altro è un sito con risorse per i programmatori. (E probabilmente ognuno di essi è anche bilanciato in modo da non riscrivere il tuo URL).

In breve, qualsiasi cosa dopo il protocollo (http: //) e prima del dominio (‘company.com’) è gestita dall’organizzazione ospitante, per una varietà di motivi diversi come bilanciamento del carico, ruoli, marketing, ecc.

Ecco un esempio di un sito, in questo caso è dell’azienda Lenovo (nota ditta di smartphone, tablet e PC) che ha il sito reindirizzato su www3:

Il sito Lenovo.it è reindirizzato su www3, ecco l'esempio

Il sito Lenovo.it è reindirizzato su www3, ecco l’esempio

La stessa identica cosa è possibile farla chiaramente con www1 e www2, potenzialmente all’infinito.

Quindi qual’è la vera differenza?

In realtà non vi è alcuna differenza, semplicemente stiamo visitando un sito web che, anzichè essere ospitato su un server come può essere Aruba, ilTuoHosting, TopHost ecc.. è posizionato in un server interno all’azienda. Solitamente questa operazione è più costosa ma molto più performante.

Il server viene gestito internamente, sia per quanto riguarda la sicurezza attraverso firewall o altro, sia per quanto riguarda i backup e tutta la manutenzione del device.

Admin
Fake news su Facebook, 10 modi per riconoscerli

10 modi per riconoscere una fake news su Facebook

Dopo che abbiamo parlato mesi fa delle fake news (notizie false) sui Social e sul web in generale, anche Facebook si è mossa attivamente a favore della scoperta di tali falsità.

A tal proposito, a molti utenti del noto Social Network blu, è comparso un messaggio informativo che cercasse di aiutare le persone a scovare le notizie false presenti su internet specie all’interno della piattaforma Facebook.

Il messaggio che Facebook mostra ai suoi utenti, come individuare fake news

Il messaggio che Facebook mostra ai suoi utenti, come individuare fake news

10 modi per capire quando leggiamo una fake news

Qui troviamo le parole che è possibile leggere nell’aposito articolo di Mark Zuckerberg:

Vogliamo fermare la diffusione di notizie false su Facebook. Scopri di più su ciò che stiamo facendo. In Italia, Facebook ha aderito all’iniziativa di contrasto alla disinformazione online promossa dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni mediante l’istituzione del Tavolo tecnico per la garanzia del pluralismo e della correttezza dell’informazione sulle piattaforme digitali (Delibera n. 423/17/CONS).

Ci stiamo impegnando per limitare la diffusione delle notizie false e ti vogliamo fornire alcuni suggerimenti che ti aiuteranno a capire a cosa fare attenzione:

  1. Non ti fidare dei titoli: le notizie false spesso hanno titoli altisonanti scritti tutti in maiuscolo e con ampio uso di punti esclamativi. Se le affermazioni contenute in un titolo ti sembrano esagerate, probabilmente sono false.
  2. Guarda bene l’URL: un URL fasullo o molto simile a quello di una fonte attendibile potrebbe indicare che la notizia è falsa. Molti siti di notizie false si fingono siti autentici effettuando cambiamenti minimi agli URL di questi siti. Puoi accedere al sito per confrontare l’URL con quello della fonte attendibile.
  3. Fai ricerche sulla fonte: assicurati che la notizia sia scritta da una fonte di cui ti fidi e che ha la reputazione di essere attendibile. Se la notizia proviene da un’organizzazione che non conosci, controlla la sezione “Informazioni” della sua Pagina per scoprire di più.
  4. Fai attenzione alla formattazione: su molti siti di notizie false, l’impaginazione è strana o il testo contiene errori di battitura. Se vedi che ha queste caratteristiche, leggi la notizia con prudenza.
  5. Fai attenzione alle foto: le notizie false spesso contengono immagini e video ritoccati. A volte, le immagini potrebbero essere autentiche, ma prese fuori contesto. Puoi fare una ricerca dell’immagine o della foto per verificarne l’origine.
  6. Controlla le date: le date degli avvenimenti contenuti nelle notizie false potrebbero essere errate e la loro cronologia potrebbe non avere senso.
  7. Verifica le testimonianze: controlla le fonti dell’autore per assicurarti che siano attendibili. La mancanza di prove o il riferimento a esperti di cui non viene fatto il nome potrebbe indicare che la notizia è falsa.
  8. Controlla se altre fonti hanno riportato la stessa notizia: se gli stessi avvenimenti non vengono riportati da nessun’altra fonte, la notizia potrebbe essere falsa. Se la notizia viene proposta da fonti che ritieni attendibili, è più probabile che sia vera.
  9. La notizia potrebbe essere uno scherzo: a volte può essere difficile distinguere le notizie false da quelle satiriche o scritte per divertire. Controlla se la fonte è nota per le sue parodie e se i dettagli e il tono della notizia ne rivelano lo scopo umoristico.
  10. Alcune notizie sono intenzionalmente false: usa le tue capacità critiche quando leggi le notizie online e condividile solo se non hai dubbi sulla loro veridicità.
Admin
Come bloccare i commenti SPAM su Wordpress con un plugin gratuito

Come bloccare gratuitamente i commenti SPAM su WordPress

Forse tutti conoscete il plugin Akismet, è uno di quelli che troviamo pre-installati nella nostra installazione pulita di WordPress, sia chiaro che parliamo di WordPress.org (l’originale), non WordPress.com.

Akismet è uno strumento gratuito per i siti web e blog personali, a pagamento a partire da 5$ mensili per siti web o blog professionali.

Vediamo come registrarsi e configurarlo.

Come bloccare i commenti spam su WordPress con Akismet

Andiamo al seguente link e effettuiamo il login o la registrazione:

Registrazione gratuita al plugin akismet per bloccare i commenti spam su WordPress

Registrazione gratuita al plugin akismet per bloccare i commenti spam su WordPress

È possibile registrarsi inserendo un vostro indirizzo mail oppure anche effettuando l’accesso con i dati di Google mail.

Ora il passaggio successivo è la scelta del piano, nel nostro caso, essendo un blog personale quello per cui vogliamo registrarci, abbiamo scelto l’opzione gratuita, chiamata Personal.

Prezzo del plugin per WordPress Akismet, per bloccare i commenti SPAM

Prezzo del plugin per WordPress Akismet, per bloccare i commenti SPAM

Selezionata la prima opzione, vi chiederà se desiderate effettuare un pagamento mensile o annuale, scegliere zero come importo da pagare e potremo confermare la registrazione gratuita.

Ora quello che ci serve è un codice chiamato “api” che possiamo prelevare dal nostro account appena creato.

Dove prendere il codice api all'interno del nostro account ad Akismet

Dove prendere il codice api all’interno del nostro account ad Akismet

Ora che abbiamo prelevato il codice dal nostro account occorre inserirlo nel plugin all’interno del backend di WordPress.

Per farlo entriamo nel plugin Akismet appena attivato:

Dove inserire il codice api all'interno del plugin in WordPress

Dove inserire il codice api all’interno del plugin in WordPress

Cliccando sulla voce “Salva le modifiche” abbiamo inserito ed attivato correttamente il plugin.

Se vogliamo la conferma dell’operazione, possiamo tornare nel nostro account sul sito di Akismet, e vedremo sotto la voce “active sites” uno o più siti web (vedi la penultima immagine).

Se qualcosa non dovesse essere chiaro è possibile commentare l’articolo qui sotto e risponderemo prima possibile.

Admin
Cambiano le regole per registrarsi come partner di Youtube per monetizzare i video dal 20 febbraio

Cambiano le regole del programma partner Youtube

Nell’ultimo periodo (mesi), Youtube ha spesso modificato sostanzialmente le regole per diventare partner (in modo da guadagnare soldi, o meglio qualche spicciolo dalla riproduzione dei tuoi video).

Youtube cambia le regole del programma partner dal 20 febbraio

Fino ad ora, il limite minimo per poter richiedere la partnership a Youtube era il raggiungimento di 10.000 visualizzazioni ai nostri video, indipendentemente dal numero di iscritti, dalle ore di visualizzazione, al numero di video caricati.

Pensare che, fino allo scorso anno, non vi era limite, perciò era sufficiente creare un nuovo account Google, creare un canale Youtube, caricare il primo video ed in brevissimo avevamo la monetizzazione attiva.

Oggi, come comunica Youtube all’interno di ogni canale attraverso un piccolo pop-up, a partire dal 20 febbraio 2018 cambiano le regole per richiedere accesso alla partership.

Le nuove regole di monetizzazione attive dal 20 febbraio

La monetizzazione è una pratica molto utilizzata specialmente dagli youtuber, questa funzione, permette loro di arrotondare le entrate, ma considerate che per avere un vero guadagno occorre raggiungere numeri come decine di migliaia di iscritti e centinaia di migliaia di visualizzazioni, insomma non è cosa per tutti diciamo.

La nuova regola di Youtube per accedere al programma partner cita questo:

Dal 20 febbraio, Youtube cambia le regole per registrarsi al programma partner e monetizzare i video

Dal 20 febbraio, Youtube cambia le regole per registrarsi al programma partner e monetizzare i video

Percui, se il nostro canale, nella sua vita degli ultimi 12 mesi, non abbia raggiunto almeno 4.000 ore di visualizzazione ed un numero minimo di 1.000 iscritti, allora possiamo dimenticarci della monetizzazione su Youtube.

In bocca al lupo per tutti i neo-Youtuber!

Admin