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Con LinkDetox puoi analizzare i backlink sospetti che arrivano nel tuo sito web

Link Detox, per analizzare i backlink sospetti

Tutti sappiamo che la link building è importante per il posizionamento dei siti web e che sono anche fondamentali per costruire una reputazione del sito su Google. Tuttavia, è altrettanto noto che Google non vede di buon occhio i link negativi, i c.d. link tossici, che possono causare anche un peggioramento del posizionamento nella SERP dei motori di ricerca. Infatti Google, è risaputo, ha intrapreso ormai una lotta senza quartiere contro quei siti che hanno dei backlink negativi e sospetti, sempre nell’ottica di ottenere nei migliori risultati della SERP i siti che hanno articoli e link di ottima qualità.

Tuttavia sappiamo bene anche che non tutti i backlink sono ricercati e voluti. Ecco perchè, per non subire delle penalizzazioni da Google anche pesanti, sarebbe bene cercare di eliminare tutti i backlink che non vogliamo perchè sono sospetti o di scarsa qualità. Ci sono degli strumenti appositi che possono aiutare in questa operazione, quindi ripulendo il sito da tutti i backlink che potrebbero essere malvisti da Google.

Si chiama LinkDetox e si tratta di un backlink checker, sviluppato da Cemper, che pemrette l’accesso con 1 dollaro oppure pubblicando un tweet per ottenere, in questo modo, un report gratuito della propria situazione.

 

Dopo di che, dato che il software è a pagamento, per poterlo avere sul proprio PC bisogna pagare un pacchetto mensile il cui costo varia a seconda dei servizi e delle prestazioni richieste.

Ma come funziona LinkDetox?

Si tratta di uno strumento abbastanza semplice. La prima cosa da fare è quella di inserire l’url del quale si voglia ottenere il report, e quindi avviare il processo.

Esso è in grado, alla fine dell’analisi del proprio sito web, di dire quanti backlink ha trovato, il numero delle pagine che hanno dei backlink, di mostrare un grafico che individua il rapporto fra i link utili e quelli che invece sono dannosi o che sono considerati sospetti.

Non solo: LinkDetox individua anche la provenienza, l’indirizzo mail del proprietario del sito, il numero di backlink che possiede, l’ancor text ed il pagerank del sito dal quale viene il backlink sospetto o dannoso.

Inoltre, sempre per quanto riguarda i backlink non graditi, indica un punteggio: cliccando sul punteggio è possibile conoscere di più delle caratteristiche del sito per mezzo di un codice che indica per esempio se il sito non è indicizzato su Google, e via dicendo.

LinkDetox permette anche di scaricare un report compatibile con Google. La cosa migliore da fare, quando si trova un backlink negativo o sospetto, è di contattare il proprietario del sito e chiederli di rimuoverlo.

Esso permette quindi di localizzare esattamente i link sospetti e tossici sul tuo sito. Non solo, perché oltre a localizzarli, questo utile strumento permette anche di dare tutte le informazioni specifiche utili sulla provenienza del link, sul tipo di backlink, sul punteggio di danno che potrebbero portare al proprio sito, sui contatti del proprietario del sito. In questo modo potete sempre stare al sicuro da Google, nella certezza che in ogni momento potete conoscere se il vostro sito è a rischio e rimediare, in modo da evitare le penalizzazioni da parte di Google.

A cura di Max Del Rosso, SEO & Link building Specialist ilmioposizionamento.it

Admin
Traduzione e reinterpretazione italiana di The art of SEO

The art of SEO – Traduzione del libro in lingua italiana

È una notizia strabiliante quella che state ora leggendo. Il famoso libro (qualcuno osa chiamarla anche bibbia), The art of SEO verrà presto tradotto e reinterpretato in lingua italiana.

The art of SEO – Edizione in lingua italiana in arrivo

The art of SEO è il libro più famoso mai scritto (purtroppo solo in lingua inglese e mai tradotto), che tratta l’argomento di posizionamento organico nei risultati dei motori di ricerca.

Il suddetto libro esiste in varie edizioni, la prima più economica uscita nell’anno 2012 e la terza più costosa ed aggiornata, disponibile dall’anno 2015.

The art of SEO edizione 2012 acquistabile a soli 7 euro

The art of SEO edizione 2012 acquistabile a soli 7 euro

 


The art of SEO terza edizione del 2015, acquistala a partire da 27 euro

The art of SEO terza edizione del 2015, acquistala a partire da 27 euro

 


Questa è la descrizione del libro in lingua originale:

Three acknowledged experts in search engine optimization share guidelines and innovative techniques that will help you plan and execute a comprehensive SEO strategy. Complete with an array of effective tactics from basic to advanced, this third edition prepares digital marketers for 2016 with updates on SEO tools and new search engine optimization methods that have reshaped the SEO landscape

Novices will receive a thorough SEO education, while experienced SEO practitioners get an extensive reference to support ongoing engagements.

Tradotta in lingua italiano significa ciò:

Tre grandi esperti in ottimizzazione dei motori di ricerca, condividono linee guida e tecniche innovative che ti aiuteranno ad espandere ed eseguire una strategia SEO. Completano il libro alcune tattiche da quelle base a quelle avanzate. Questa edizione preparata per il marketing digitale del 2016, che comprende tutti gli aggiornamento di tool SEO ed i nuovi metodi di posizionamento.

I novizi in materia riceveranno un’educazione SEO, mentre gli esperti in materia riceveranno esperienza e consigli pratici da utilizzare nel proprio lavoro.

Il libro è scritto da tre diversi autori: Eric Enge, Stephan Spencer, Jessie Stricchiola.

Chi traduce il libro?

La traduzione del libro è stata annunciata circa un paio di giorni fa da due grandi esperti italiani di marketing e SEO: Jacopo Matteuzzi e Flavio Mazzanti.

Entrambi fanno parte del team Studio Samo (nota società di marketing digitale italiana), che, fra le altre cose, organizza uno dei corsi SEO più strutturati in Italia, Da zero a SEO. La reinterpretazione sarà fatta improntando il volume verso il mercato italiano, molto differente rispetto a quello anglosassone o peggio ancora statunitense. Un’arma in più dunque, anche per chi ha letto l’edizione originale.

La notizia è stata data proprio da Jacopo nel gruppo Facebook Da zero a SEO com’è possibile vedere qui di seguito:

Annuncio di Jacopo Matteuzzi della traduzione in lingua italiana del libro The art of SEO

Annuncio di Jacopo Matteuzzi della traduzione in lingua italiana del libro The art of SEO

La traduzione richiederà ovviamente tempo e denaro, a tal proposito i due esperti SEO di Studio Samo hanno aperto le prenotazioni attraverso la piattaforma Flacowski, raggiungibile a questo link:


Questi sono i punti di forza e sopratutto i “plus” che potrai acquisire dalla lettura del libro:

  • Comprendi le molte complessità della SEO
  • Esplora le basi teoriche e il funzionamento interno dei motori di ricerca
  • Comprendi il ruolo dei Social, dei dati dell’utente e dei link
  • Scopri gli strumenti per tener traccia dei risultati e misurare il successo
  • Esamina gli effetti degli algoritmi di Panda e Penguin di Google
  • Prendi in considerazione le opportunità nel SEO mobile, locale e verticale
  • Costruisci un team SEO competente con ruoli definiti
  • Dai un’occhiata al futuro della ricerca e all’industria SEO

Quando sarà disponibile l’edizione italiana?

Il progetto ha previsto come termine ultimo settembre 2018, quindi fra burocrazie varie, pubblicazione e quant’altro, ci aspettiamo di vederlo nelle librerie italiane ed online entro Natale 2018. Un bel regalo insomma per chi ambisce di lavorare in questo settore!

Se nel frattempo avete necessità di una consulenza SEO, non esitate a contattarci attraverso l’apposito form che segue:

Admin
I tre migliori strumenti per controllare la velocità di caricamento del tuo sito web

Tre migliori strumenti per testare la velocità di un sito web

Hai spesso sentito parlare di pesantezza di un sito web? Ma come quantificare questa pesantezza? Esistono delle linee guida?

Analizziamo assieme brevemente questo fattore e la sua importanza ed in seguito vi mostriamo i:

3 migliori strumenti gratuiti per controllare la velocità di un sito web

Rispondiamo inizialmente alle varie domande:

Si sente spesso parlare di pesantezza, ma non è affatto quantificabile. In quanto posso avere un sito pesante (oltre 2/3 mb) ma avere un server così performante che l’utente che entra nel mio sito internet nemmeno si accorge della pesantezza. Viceversa posso avere un sito leggerissimo ma essere ospitato in un hosting economico e di scarsa qualità, che l’utente esce dal tuo sito web a causa della lunga attesa nel caricamento.

Quindi cosa fare in questo caso? Come controllare questo fattore? È così importante?

Si è fondamentale per due motivi. Il primo perchè Google, ci dice che è un fattore di ranking, ciò significa che se avete un sito web che fatica a caricare, allora avrete maggiori difficoltà nel posizionare il sito nei risultati organici di un motore di ricerca.

Seconda cosa, immedesimiamoci nell’utente che fa una ricerca su google ed entra nel tuo sito web, passano quattro, no cinque secondi. Cosa fai? Torni indietro e passi al sito internet successivo. Quindi l’utente non visita il tuo sito web, inoltre Google vede un’alta frequenza di rimbalzo (più è alta e più significa che l’utente abbandona velocemente il sito web), quindi analizza negativamente la tua pagina web in ottica SEO.


Passiamo al dunque, ecco i tre strumenti di cui parlavamo:

Google Developers Page Speed Insights

Il primo strumento di cui vi parliamo è di Google. Simula il passaggio del crawler e mostra dati di visualizzazione da desktop e da mobile. Inoltre vi mostra alcuni suggerimenti per migliorare la velocità di caricamento.

Sito web: https://developers.google.com/speed/pagespeed/insights/

WebPageTest

Strumento che permette di controllare la velocità di caricamento oltre ad un’analisi approfondita di tutti i file presenti al caricamento della pagina inserita con i tempi singoli di caricamento.  Permette di scegliere dispositivo di simulazione e/o zona da cui far partire il test.

Sito web: http://www.webpagetest.org/

Pingdom

Strumento che grazie alla possibilità di scegliere quattro diverse zone in cui ospitare il test. Fornisce inoltre dei suggerimenti per migliorarne la velocità dopo aver effettuato il test.

Sito web: https://tools.pingdom.com/

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Server interni di un'azienda. Cos'è il www3 e perchè viene utilizzato

Che cos’è il www3 in un dominio? Cosa significa?

Vi siete mail imbattuti in un sito web che inizia per www3? Che cos’è? Cosa significa e in cosa si differenzia dal dominio standard di un sito web in www?

Scopriamolo assieme.

Che cos’è il dominio www3? Che differenze ha dal www?

In un indirizzo Web o URL, ad esempio http://www.company.com, la parte “company.com” (la parte finale), identifica i server dell’organizzazione da contattare per servire il sito richiesto.

L’organizzazione contattata è libera di instradare internamente la richiesta a uno qualsiasi dei suoi server web disponibili. La parte principale dell’URL, ad esempio “www.” aiuta a decidere come eseguire questo routing interno.

Alcune aziende usano “www2.”, “Www3.”, ecc. Per eseguire il “bilanciamento del carico”. Una richiesta iniziale al “www.”, il server potrebbe essere reindirizzato a un server meno occupato, ad esempio “www2.”.

Un altro esempio è il routing basato sui ruoli. Ad esempio, store.apple.com e developer.apple.com sono entrambi ospitati su apple.com, ma svolgono diversi ruoli sul Web; uno è un negozio online, l’altro è un sito con risorse per i programmatori. (E probabilmente ognuno di essi è anche bilanciato in modo da non riscrivere il tuo URL).

In breve, qualsiasi cosa dopo il protocollo (http: //) e prima del dominio (‘company.com’) è gestita dall’organizzazione ospitante, per una varietà di motivi diversi come bilanciamento del carico, ruoli, marketing, ecc.

Ecco un esempio di un sito, in questo caso è dell’azienda Lenovo (nota ditta di smartphone, tablet e PC) che ha il sito reindirizzato su www3:

Il sito Lenovo.it è reindirizzato su www3, ecco l'esempio

Il sito Lenovo.it è reindirizzato su www3, ecco l’esempio

La stessa identica cosa è possibile farla chiaramente con www1 e www2, potenzialmente all’infinito.

Quindi qual’è la vera differenza?

In realtà non vi è alcuna differenza, semplicemente stiamo visitando un sito web che, anzichè essere ospitato su un server come può essere Aruba, ilTuoHosting, TopHost ecc.. è posizionato in un server interno all’azienda. Solitamente questa operazione è più costosa ma molto più performante.

Il server viene gestito internamente, sia per quanto riguarda la sicurezza attraverso firewall o altro, sia per quanto riguarda i backup e tutta la manutenzione del device.

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Fake news su Facebook, 10 modi per riconoscerli

10 modi per riconoscere una fake news su Facebook

Dopo che abbiamo parlato mesi fa delle fake news (notizie false) sui Social e sul web in generale, anche Facebook si è mossa attivamente a favore della scoperta di tali falsità.

A tal proposito, a molti utenti del noto Social Network blu, è comparso un messaggio informativo che cercasse di aiutare le persone a scovare le notizie false presenti su internet specie all’interno della piattaforma Facebook.

Il messaggio che Facebook mostra ai suoi utenti, come individuare fake news

Il messaggio che Facebook mostra ai suoi utenti, come individuare fake news

10 modi per capire quando leggiamo una fake news

Qui troviamo le parole che è possibile leggere nell’aposito articolo di Mark Zuckerberg:

Vogliamo fermare la diffusione di notizie false su Facebook. Scopri di più su ciò che stiamo facendo. In Italia, Facebook ha aderito all’iniziativa di contrasto alla disinformazione online promossa dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni mediante l’istituzione del Tavolo tecnico per la garanzia del pluralismo e della correttezza dell’informazione sulle piattaforme digitali (Delibera n. 423/17/CONS).

Ci stiamo impegnando per limitare la diffusione delle notizie false e ti vogliamo fornire alcuni suggerimenti che ti aiuteranno a capire a cosa fare attenzione:

  1. Non ti fidare dei titoli: le notizie false spesso hanno titoli altisonanti scritti tutti in maiuscolo e con ampio uso di punti esclamativi. Se le affermazioni contenute in un titolo ti sembrano esagerate, probabilmente sono false.
  2. Guarda bene l’URL: un URL fasullo o molto simile a quello di una fonte attendibile potrebbe indicare che la notizia è falsa. Molti siti di notizie false si fingono siti autentici effettuando cambiamenti minimi agli URL di questi siti. Puoi accedere al sito per confrontare l’URL con quello della fonte attendibile.
  3. Fai ricerche sulla fonte: assicurati che la notizia sia scritta da una fonte di cui ti fidi e che ha la reputazione di essere attendibile. Se la notizia proviene da un’organizzazione che non conosci, controlla la sezione “Informazioni” della sua Pagina per scoprire di più.
  4. Fai attenzione alla formattazione: su molti siti di notizie false, l’impaginazione è strana o il testo contiene errori di battitura. Se vedi che ha queste caratteristiche, leggi la notizia con prudenza.
  5. Fai attenzione alle foto: le notizie false spesso contengono immagini e video ritoccati. A volte, le immagini potrebbero essere autentiche, ma prese fuori contesto. Puoi fare una ricerca dell’immagine o della foto per verificarne l’origine.
  6. Controlla le date: le date degli avvenimenti contenuti nelle notizie false potrebbero essere errate e la loro cronologia potrebbe non avere senso.
  7. Verifica le testimonianze: controlla le fonti dell’autore per assicurarti che siano attendibili. La mancanza di prove o il riferimento a esperti di cui non viene fatto il nome potrebbe indicare che la notizia è falsa.
  8. Controlla se altre fonti hanno riportato la stessa notizia: se gli stessi avvenimenti non vengono riportati da nessun’altra fonte, la notizia potrebbe essere falsa. Se la notizia viene proposta da fonti che ritieni attendibili, è più probabile che sia vera.
  9. La notizia potrebbe essere uno scherzo: a volte può essere difficile distinguere le notizie false da quelle satiriche o scritte per divertire. Controlla se la fonte è nota per le sue parodie e se i dettagli e il tono della notizia ne rivelano lo scopo umoristico.
  10. Alcune notizie sono intenzionalmente false: usa le tue capacità critiche quando leggi le notizie online e condividile solo se non hai dubbi sulla loro veridicità.
Admin
Come bloccare i commenti SPAM su Wordpress con un plugin gratuito

Come bloccare gratuitamente i commenti SPAM su WordPress

Forse tutti conoscete il plugin Akismet, è uno di quelli che troviamo pre-installati nella nostra installazione pulita di WordPress, sia chiaro che parliamo di WordPress.org (l’originale), non WordPress.com.

Akismet è uno strumento gratuito per i siti web e blog personali, a pagamento a partire da 5$ mensili per siti web o blog professionali.

Vediamo come registrarsi e configurarlo.

Come bloccare i commenti spam su WordPress con Akismet

Andiamo al seguente link e effettuiamo il login o la registrazione:

Registrazione gratuita al plugin akismet per bloccare i commenti spam su WordPress

Registrazione gratuita al plugin akismet per bloccare i commenti spam su WordPress

È possibile registrarsi inserendo un vostro indirizzo mail oppure anche effettuando l’accesso con i dati di Google mail.

Ora il passaggio successivo è la scelta del piano, nel nostro caso, essendo un blog personale quello per cui vogliamo registrarci, abbiamo scelto l’opzione gratuita, chiamata Personal.

Prezzo del plugin per WordPress Akismet, per bloccare i commenti SPAM

Prezzo del plugin per WordPress Akismet, per bloccare i commenti SPAM

Selezionata la prima opzione, vi chiederà se desiderate effettuare un pagamento mensile o annuale, scegliere zero come importo da pagare e potremo confermare la registrazione gratuita.

Ora quello che ci serve è un codice chiamato “api” che possiamo prelevare dal nostro account appena creato.

Dove prendere il codice api all'interno del nostro account ad Akismet

Dove prendere il codice api all’interno del nostro account ad Akismet

Ora che abbiamo prelevato il codice dal nostro account occorre inserirlo nel plugin all’interno del backend di WordPress.

Per farlo entriamo nel plugin Akismet appena attivato:

Dove inserire il codice api all'interno del plugin in WordPress

Dove inserire il codice api all’interno del plugin in WordPress

Cliccando sulla voce “Salva le modifiche” abbiamo inserito ed attivato correttamente il plugin.

Se vogliamo la conferma dell’operazione, possiamo tornare nel nostro account sul sito di Akismet, e vedremo sotto la voce “active sites” uno o più siti web (vedi la penultima immagine).

Se qualcosa non dovesse essere chiaro è possibile commentare l’articolo qui sotto e risponderemo prima possibile.

Admin
Cambiano le regole per registrarsi come partner di Youtube per monetizzare i video dal 20 febbraio

Cambiano le regole del programma partner Youtube

Nell’ultimo periodo (mesi), Youtube ha spesso modificato sostanzialmente le regole per diventare partner (in modo da guadagnare soldi, o meglio qualche spicciolo dalla riproduzione dei tuoi video).

Youtube cambia le regole del programma partner dal 20 febbraio

Fino ad ora, il limite minimo per poter richiedere la partnership a Youtube era il raggiungimento di 10.000 visualizzazioni ai nostri video, indipendentemente dal numero di iscritti, dalle ore di visualizzazione, al numero di video caricati.

Pensare che, fino allo scorso anno, non vi era limite, perciò era sufficiente creare un nuovo account Google, creare un canale Youtube, caricare il primo video ed in brevissimo avevamo la monetizzazione attiva.

Oggi, come comunica Youtube all’interno di ogni canale attraverso un piccolo pop-up, a partire dal 20 febbraio 2018 cambiano le regole per richiedere accesso alla partership.

Le nuove regole di monetizzazione attive dal 20 febbraio

La monetizzazione è una pratica molto utilizzata specialmente dagli youtuber, questa funzione, permette loro di arrotondare le entrate, ma considerate che per avere un vero guadagno occorre raggiungere numeri come decine di migliaia di iscritti e centinaia di migliaia di visualizzazioni, insomma non è cosa per tutti diciamo.

La nuova regola di Youtube per accedere al programma partner cita questo:

Dal 20 febbraio, Youtube cambia le regole per registrarsi al programma partner e monetizzare i video

Dal 20 febbraio, Youtube cambia le regole per registrarsi al programma partner e monetizzare i video

Percui, se il nostro canale, nella sua vita degli ultimi 12 mesi, non abbia raggiunto almeno 4.000 ore di visualizzazione ed un numero minimo di 1.000 iscritti, allora possiamo dimenticarci della monetizzazione su Youtube.

In bocca al lupo per tutti i neo-Youtuber!

Admin
natale-sui-social-network

Tre piccole regole da seguire sui Social per Natale

Il Natale sui Social Network può essere un periodo fatale per una pagina aziendale, di un blog o altro.

La possibilità di commettere un grave errore, fare una “gaffe” o altro non è poi così remota, finirete per essere gli zimbelli del web ed in tal caso cambiare la “web reputation” non è facile per niente.

Cos’è la web reputation

È la reputazione che il mondo digitale ha del tuo brand. Significa che quando gli utenti sentono, leggono o parlano del tuo brand, automaticamente associano il nome a qualcosa, che sia un azione, un ricordo, un emozione. Questa è la web reputation.

3 regole da seguire sui Social Network a Natale

Vediamo qualche piccolo suggerimento e qualche errore da non commettere sui Social Network durante le pubblicazioni delle festività natalizie.

Crea contenuti con i tuoi dipendenti

Il Natale più di qualsiasi altra festa, è quella che riesce a far coincidere l’amore per la famiglia e le persone a noi care con una giornata intera. Offrire dunque contenuti non utili (informativi o altro) bensì foto e filmati creati con le persone che giornalmente frequentano il tuo luogo di lavoro, aiuteranno a creare interesse attorno a queste pubblicazioni.

Alcuni esempi possono essere foto dei dipendenti in un ambiente natalizio in ufficio oppure un simpatico ma breve filmato con gli auguri di Natale a tutti i follower.

Non abbandonare il tuo profilo Social

Anche se è festa e la tua attività è chiusa per ferie, l’errore più grande che puoi fare è abbandonare la tua Pagina Facebook, Profilo Twitter, Instagram o altro.

Le persone, specialmente in un periodo tranquillo e di relax come questo, passeranno ancora più tempo davanti allo schermo del proprio Smartphone, quindi è importante essere presenti e pubblicare quanto il resto dell’anno, se non ancora di più!

Foto di qualità, non “fai da te”

Una cosa importante che non vale solo a Natale ma vale tutto l’anno è la qualità delle foto. Girando per il web e per i Social Network sopratutto possiamo trovare foto di ogni genere, che sembrano scattate con i piedi o peggio ancora da una persona non vedente.

La qualità di una fotografia può e fa la differenza nella percezione che l’utente avrà dell’oggetto fotografato.

Ciò non significa per forza affidarsi ad un fotografo a Natale, ma magari durante l’anno è possibile fare dei piccoli corsi (anche gratuiti) per capire le basi di una buona fotografia!

Admin
meta-description-caratteri-disponibili

Meta description aumentata da 160 a 230 caratteri

È una notizia ormai ufficiale quella di Google che annuncia l’aumento dei caratteri disponibili sulla Meta Description, in modo tale da aumentare i contenuti disponibili nel rich snippet.

Meta Description, ufficiale ora sono disponibili 230 caratteri

Specifichiamo cosa sono le due cose.

Rich Snippet: è il riquadro che comprende titolo dell’URL, link alla pagina web e meta description (breve testo che riassume il contenuto della pagina).

Meta Description: è appunto un breve testo, fino a ieri della lunghezza massima di 160 caratteri, che era possibile lasciare a Google la decisione del testo (esso preleva una frase possibilmente più affine alla ricerca effettuata dall’utente) o possiamo noi inserirla per favorire il click dell’utente sul nostro link.

Il noto sito web SearchEngineLand riporta queste parole tratte da Google sulla modifica della lunghezza della Meta Description:

meta-description-aumentata-230-caratteri

Meta Description aumentata ufficialmente da 160 a 230 caratteri, a dirlo è Google

Perchè aumentare i caratteri disponibili?

Molte correnti di pensiero dicono che Google cerca di chiaramente fornire più risposte possibili all’utente già prima di entrare nel sito web, quando ancora sta in SERP.

Allo stesso modo avviene per i risultati “zero”, quei risultati che come prima voce danno un estratto ben più lungo di un classico snippet direttamente nella pagina che mostra i risultati dei motori di ricerca.

Il rischio qual è?

Il rischio vero e proprio è che così facendo, Google diminuirà notevolmente le visite alle pagine web in quanto sarà sempre più in grado di offrire risposte all’utente prima che quest’ultimo entri nel sito web cliccando sul risultato scelto fra quelli mostrati in pagina. I siti web moriranno? No certo che no, Google vive grazie ai nostri siti web!

Admin
tema-cms-utilizzati

Come sapere il CMS e tema utilizzato su un sito

Quante volte ci e vi è capitato di vedere un sito web molto ben realizzato e pensare “cavolo, vorrei proprio sapere quale CMS ha usato e quale tema sopratutto”.

Bene oggi questo sarà l’argomento dell’articolo!

Scopriamo quale CMS e quale tema è stato utilizzato

Per approfondire l’argomento del CMS, vi consiglio di leggere questo mio articolo dove parlo dei CMS appunto, quali esistono, le loro differenze e sopratutto quale è meglio utilizzare per un progetto o un altro.

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CMS, cosa sono? Quale devo scegliere per il mio sito web? WordPress, Drupal, Prestashop, magento, Joomla

CMS, cosa sono e quale scegliere

 

Come sapere quale CMS è utilizzato in un sito internet?

Esistono alcuni servizi gratuiti online, dove dando in “pasto” l’URL del sito web che vogliamo analizzare, ci dice in maniera molto rapida se e quale CMS è installato su.

Dico “se” in quanto una marea di siti web, come portali, aggregatori o molti e-commerce sono realizzati con CMS proprietari (CMS creati appositamente da un’agenzia) oppure realizzati a mano in codice (solitamente HTML).

Vediamo i principali servizi che offrono la possibilità di conoscere il CMS utilizzato in un sito web:

WhatCMS

Il primo è questo, sarà sufficiente inserire il dominio del sito web da analizzare per scoprire il CMS utilizzato per la sua realizzazione.

whatcms-scopri-quale-cms-utilizzato

Scopri con questo servizio gratuito quale CMS viene utilizzato in un sito web

Sito web: https://whatcms.org/

OnlineWebTool

Questo tool online, fra le altre funzioni, vi permette di scoprire il CMS utilizzato in un sito internet.

onlinewebtool-scopri-cms-utilizzato

OnlineWebTool permette di verificare quale CMS è usato per la realizzazione di un sito web

Sito web: http://onlinewebtool.com/cmsdetector.php

W3techs

Qui oltre al CMS utilizzato è possibile sapere anche la versione del CMS installato oltre a tante altre utili informazioni sul sito web.

w3techs-conoscere-cms-utilizzato

Con w3techs possiamo sapere la versione del CMS installata oltre ad informazioni su javascript php e altro su un sito web

Sito web: https://w3techs.com/sites

Come sapere quale tema utilizza un sito web?

In questo caso, come per sapere il CMS installato, esiste un tool gratuito online che ti permette di scoprire il tema utilizzato. Chiaro che questa funzione è principalmente utilizzata quando un sito internet è realizzato in WordPress.

WhatWPthemeisthat

Questo servizio è specializzato nel capire quale tema è utilizzato all’interno di un sito internet realizzato in WordPress.

Per conoscere il tema che ci interessa è sufficiente offire al tool (completamente gratuito) il dominio del sito che intendiamo verificare.

what-wordpress-theme-is-that

What WordPress Theme is that? Quale tema WordPress sta utilizzando questo sito web?

Sito web: http://whatwpthemeisthat.com/

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