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Come ottimizzare il peso di immagini e foto in JPG [2018

Ottimizzare il peso delle immagini in formato JPG per il web consente di ridurne il peso al fine di velocizzare il caricamento della pagina web. Considerando che la velocità di caricamento di un sito o pagina è un fattore di ranking importante per Google, l’ottimizzazione della immagini è fondamentale in ottica SEO.

A fondo pagina trovate una guida in formato PDF che riassume i dettagli spieagati qui di seguito.

Come ottimizzare il peso delle foto in PNG e JPEG per il web

In questo articolo vi spiegheremo come ottimizzare il peso delle immagini che pubblicherete sul vostro sito web. Le immagini utilizzano generalmente due formati più diffusi, JPG o JPEG (Joint Photographic Experts Group) e PNG (Portable Network Graphics).

Il formato .JPG è un formato più compresso rispetto al .PNG in quanto contiene meno informazioni dell’immagine originale. Un esempio è la trasparenza, il .PNG  è un formato che supporta la trasparenza in un immagine il .JPG no.

Perché ridurre il peso delle immagini?

È normale che sorge una domanda del genere, quello che dobbiamo pensare è principalmente a chi vogliamo mostrare queste immagini e da dove quest’ultimo le visualizzerà. Consideriamo il fatto che ad oggi, luglio 2018, la stragrande maggioranza degli utenti Visualizza il tuo sito web da cellulare, smartphone. Altrettante volte la pagina viene caricata attraverso una connessione mobile, 3G o 4g. Pensate di dover mostrare ai vostri follower una foto in alta definizione di un paesaggio scattata con una reflex, foto che pesa tra i 5 ed i 10 megabyte , qualora io non stia in una zona con una buona connessione automaticamente esco dalla pagina e cambio sito web. Certo, è vero che non è questo il tuo caso forse, ma lo stesso vale per fotografie anche meno pesanti, immagini all’interno di un tutorial o quant’altro. Per cui essendo il caricamento della pagina un fattore fondamentale per Google e per il posizionamento nei risultati dei motori di ricerca, l’ottimizzazione del peso della foto senza la perdita di qualità è un fattore imprescindibile.

Questi strumenti gratuiti di cui parleremo, offrono la possibilità di conservare la qualità dell’immagine, Anzi scegliere la qualità dell’immagine al termine del ridimensionamento e comprimere il peso della foto adattandolo al web. Gli strumenti dimostrano kilobyte guadagnati è in percentuale la riduzione del peso dell’immagine stessa.

Ottimizzare gratuitamente il peso delle immagini per il web

Come ben sapete, il web è un mondo di informazioni e strumenti utili che soddisfa spesso e volentieri il nostro fabbisogno giornaliero.

Oggi vi mostriamo come ottimizzare il peso delle vostre foto o immagini con uno strumento gratuito online, senza bisogno di scaricare software a pagamento e senza avere particolari conoscenze tecniche.

Optimizilla strumento gratuito per ridurre peso immagini

Accediamo al sito di Optimizilla.

Questo ottimizzatore di immagini online possiede un brillante sistema di ottimizzazione e, grazie ad algoritmi di compressione, riduce le immagini JPEG e PNG alla minima dimensione possibile, mantenendo il necessario livello di qualità.

Possiamo caricare e comprimere fino a 20 immagini contemporaneamente. Utilizzando le miniature è possibile controllare il livello di compressione e confrontare le immagini.

Optimizilla: ottimizzare gratuitamente e ridurre il peso delle immagini in formato JPG o PNG

Accedendo al sito di Optimizilla, ci imbattiamo un un sito molto semplice ed intuitivo come vedete dall’immagine che segue:

Optimizilla homepage caricare foto

Cliccando su “CARICA I FILE” possiamo accedere al nostro PC e caricare l’immagine che ci interessa comprimere gratuitamente.

Optimizilla non richiede installazioni nè utilizza pop-up pubblicitari fastidiosi, come accade in molti siti web che offrono servizi gratuitamente.

Selezioniamo l’immagine che vogliamo ottimizzare e ridurre di peso ed attendiamo il caricamento (upload).

Optimizilla: scelta della compressione dell’immagine e download

Caricata l’immagine da ridimensionare otterremo una schermata come questa:

Come usare optimizilla

Nella parte alta della schermata possiamo scaricare l’immagine già ottimizzata e ridotta di peso, con parametri che Optimizilla sceglie di default (parametri che consigliamo di lasciare tali).

Nel caso in cui vogliate personalizzare la riduzione e l’ottimizzazione della compressione dell’immagine, allora accediamo alla parte bassa della schermata e cliccando su + o – possiamo aumentare o diminuire la compressione. Nella stessa schermata possiamo vedere l’anteprima dell’immagine compressa.

Vi ricordiamo che Optimizilla è uno strumento totalmente gratuito per la compressione e la riduzione del peso delle foto o immagini in formato JPG o PNG da pubblicare sul vostro sito web.

TinyPNG, altro strumento gratuito per ottimizzare le foto per il web

TinyPNG è uno strumento simile se non identico ad Optimizilla che molti utenti usano per ottimizzare il peso e le dimensioni delle immagini e delle fotografie da usare sul web.

tinypng-logo

La procedura è semplice e pari a quella spiegata precedentemente, accediamo dunque al sito di TinyPNG.

tinypng-ottimizzare-peso-immagini

Cliccando sul pulsante centrale è possibile caricare le proprie immagini che intendete ridimensionare di peso ed ottimizzare per il caricamento sul web (esempio sit web o blog).

download-immagine-ottimizzata

Al seguito di un breve caricamento, la foto ridimensionata di peso è possibile scaricarla cliccando sul pulsante “download”.

Ora la fotografia è pronta per essere caricata nel tuo sito internet, e-commerce o blog.

Comprimere e ridurre il peso delle immagini per i Social Network?

No, non occorre ottimizzare peso e compressione delle immagini che pubblicate nei vari Social Network in quanto non risiederanno sul vostro sito web e ciò non avrà alcun peso nel fattore di Ranking di Google in ottica SEO.

Ricordiamo inoltre che i Social Network come Facebook, Twitter Instagram.. utilizzano server giganteschi in grado di accellerare il caricamento delle foto e non hanno sicuramente problemi di dimensioni delle immagini.

Scarica la guida in PDF per l’ottimizzazione delle immagini per il web.

Guida PDF ottimizzazione immagini per il web

 

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Errore 404, cosa non fare e come gestirlo con dei redirect

Errori 404, cosa fare e come gestirli

E’ da molto che i web master si domandano se gli errori 404 o broken link penalizzano. Dopo gli ultimi aggiornamenti dell’algoritmo di google, qualche webmaster e qualche SEO affermano che gli errori 404 penalizzano. Ma bisogna valutare caso per caso, sicuramente non porta a penalizzazioni avere errori 404, ma cali di traffico sicuramente si. Se un ospite segue un link che porta a niente, si è di fronte a una perdita di visite. L’algoritmo di google potrebbe portare alla penalizzazione della pagina che ospita un errore 404 per determinati motivi. Sicuramente sono più gravi gli errori di accesso negato alle risorse.

Gli errori 404 e cosa NON dobbiamo fare

Risolvere gli errori 404 è sempre una buona norma. Se si dispone di un sito che utilizza un CMS, bisogna verificare che non provochi la pubblicazione di pagine con errori 404 sistematicamente. Un’altra pratica non vista di buon occhio dai motori di ricerca è utilizzare i redirect 301 di tutte le pagine con errore 404 alla home page del nostro sito. E’ meglio che una pagina restituisca errore 404 e non che venga redirezionata verso la home page. Se si deve necessariamente cancellare un articolo o spostarlo, è una buona pratica utilizzare un redirect 301 per non lasciare al caso eventuali link che non porteranno a niente, compresi eventuali segnali social di condivisione. Il redirect 301 può risolvere moltissimi problemi di struttura del nostro sito web, ma anche la sitemap può essere di grande aiuto per comunicare ai motori di ricerca le pagine esistenti.

 

Di sicuro, risolvere gli errori 404 è una buona norma da seguire, specialmente se si utilizza un CMS per forum o per blog dove le pagine possono essere continuamente spostate, cancellate o riorganizzate, sopratutto per non perdere inutilmente del traffico. Ritornando al discorso delle eventuali penalizzazioni dovute agli errori 404; la guida ufficiale di google dice sostanzialmente che gli errori 404 non incidono in alcun modo sul posizionamento del nostro sito web, ma è comunque una buona consuetudine risolverli per non perdere inutilmente del traffico che potremmo guadagnare risolvendo questi errori. Naturalmente, se nel nostro google-webmaster troviamo qualche errore 404 che per un qualsiasi motivo non riusciamo a risolvere, non è un problema. Se invece, gli errori 404 sono svariate migliaia, il problema potrebbe essere nella struttura delle url del nostro sito e quindi del nostro CMS.

Con LinkDetox puoi analizzare i backlink sospetti che arrivano nel tuo sito web

Link Detox, per analizzare i backlink sospetti

Tutti sappiamo che la link building è importante per il posizionamento dei siti web e che sono anche fondamentali per costruire una reputazione del sito su Google. Tuttavia, è altrettanto noto che Google non vede di buon occhio i link negativi, i c.d. link tossici, che possono causare anche un peggioramento del posizionamento nella SERP dei motori di ricerca. Infatti Google, è risaputo, ha intrapreso ormai una lotta senza quartiere contro quei siti che hanno dei backlink negativi e sospetti, sempre nell’ottica di ottenere nei migliori risultati della SERP i siti che hanno articoli e link di ottima qualità.

Tuttavia sappiamo bene anche che non tutti i backlink sono ricercati e voluti. Ecco perchè, per non subire delle penalizzazioni da Google anche pesanti, sarebbe bene cercare di eliminare tutti i backlink che non vogliamo perchè sono sospetti o di scarsa qualità. Ci sono degli strumenti appositi che possono aiutare in questa operazione, quindi ripulendo il sito da tutti i backlink che potrebbero essere malvisti da Google.

Si chiama LinkDetox e si tratta di un backlink checker, sviluppato da Cemper, che pemrette l’accesso con 1 dollaro oppure pubblicando un tweet per ottenere, in questo modo, un report gratuito della propria situazione.

 

Dopo di che, dato che il software è a pagamento, per poterlo avere sul proprio PC bisogna pagare un pacchetto mensile il cui costo varia a seconda dei servizi e delle prestazioni richieste.

Ma come funziona LinkDetox?

Si tratta di uno strumento abbastanza semplice. La prima cosa da fare è quella di inserire l’url del quale si voglia ottenere il report, e quindi avviare il processo.

Esso è in grado, alla fine dell’analisi del proprio sito web, di dire quanti backlink ha trovato, il numero delle pagine che hanno dei backlink, di mostrare un grafico che individua il rapporto fra i link utili e quelli che invece sono dannosi o che sono considerati sospetti.

Non solo: LinkDetox individua anche la provenienza, l’indirizzo mail del proprietario del sito, il numero di backlink che possiede, l’ancor text ed il pagerank del sito dal quale viene il backlink sospetto o dannoso.

Inoltre, sempre per quanto riguarda i backlink non graditi, indica un punteggio: cliccando sul punteggio è possibile conoscere di più delle caratteristiche del sito per mezzo di un codice che indica per esempio se il sito non è indicizzato su Google, e via dicendo.

LinkDetox permette anche di scaricare un report compatibile con Google. La cosa migliore da fare, quando si trova un backlink negativo o sospetto, è di contattare il proprietario del sito e chiederli di rimuoverlo.

Esso permette quindi di localizzare esattamente i link sospetti e tossici sul tuo sito. Non solo, perché oltre a localizzarli, questo utile strumento permette anche di dare tutte le informazioni specifiche utili sulla provenienza del link, sul tipo di backlink, sul punteggio di danno che potrebbero portare al proprio sito, sui contatti del proprietario del sito. In questo modo potete sempre stare al sicuro da Google, nella certezza che in ogni momento potete conoscere se il vostro sito è a rischio e rimediare, in modo da evitare le penalizzazioni da parte di Google.

A cura di Max Del Rosso, SEO & Link building Specialist ilmioposizionamento.it

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Perchè le visite di SeoZoom e SemRush non coincidono con Analytics?

SemRush e SeoZoom sono due tool a pagamento (versione free con molte limitazioni) che ti permettono di tenere sotto controllo un sito web, monitorando quello che è il suo posizionamento sui motori di ricerca (esclusivamente Google che è il principale) e controllare una serie di situazioni che ne fanno da contorno (vedi backlink, keyword research e altro).

Vediamo dove accedere ai due tool per controllare il nostro sito web e quello dei nostri competitor, in quanto, in fondo, l’obiettivo di questi software è quello di controllare i competitor nelle parole chiave di nostro interesse e migliorare il nostro sito internet in base a ciò che loro fanno o non fanno.

semrush-logo

Logo di SemRush, tool per la verifica di un sito web ed il suo posizionamento su Google

SemRush

seozoom-logo

Logo di SemRush, software italiano per la verifica di un sito web ed il suo posizionamento su Google

SeoZoom

Come funzionano i due software e come lavorano?

I due tool sopra citati, analizzano quasi esclusivamente le parole chiave e tutti i siti web nel database di Google. Ciò significa che intrecciando tutti i dati provenienti dalle keywords, dal loro volume di ricerche mensili, dai loro annunci sponsorizzati (Google AdWords), tutti i dati provenienti dal posizionamento dei vari siti web presenti nelle SERP di queste parole chiave, otteniamo in tempi brevissimi i risultati che riceviamo da SemRush e SeoZoom.

Un altro tool interessante per il controllo del posizionamento sulla SERP di Google è SERPmojo, applicazione gratuita per Android.

Come funziona invece Google Analytics?

Google Analytics è un software della società di Mountain View (Google) che grazie alla possibilità di entrare all’interno del tuo sito web attraverso un loro codice che tu (webmaster) inserisci nel sito internet, è in grado di controllare, analizzare e verificare tutte le visite che arrivano a questo sito web.

Ogni visita può essere catalogata dalla provenienza, al percorso che ha fatto prima di accedere alla tua pagina web, fino al percorso che intraprende all’interno del tuo sito internet.

Tutti questi dati sono veramente fondamentali per darti la possiblità di capire cosa fanno i tuoi utenti/clienti nel tuo sito web, come si comportano e cosa c’è effettivamente da migliorare per ottenere le conversioni che tanto cerchiamo.

Ma allora perchè Google Analytics mi fornisce dati e numeri differenti delle visite che riportano i due tool SemRush e SeoZoom?

Ecco perchè i due tool danno numeri differenti da Analytics

Essendo SemRush e SeoZoom due tool che analizzano dall’esterno il tuo sito web, attraverso il posizionamento nelle varie SERP dove il sito è indicizzato e ben posizonato chiaramente fornisce una stima dei risultati e delle visite.

Facciamo un piccolo esempio con dei dati totalmente inventati, ma questo vi serve per capire bene il loro funzionamento ed il perchè abbiamo risultati differenti:

Il tuo sito web è https://fut18italia.it/, dalle stime di SeoZoom, in base al suo posizionamento nei risultati dei motori di ricerca, il sito ottiene nell’ultimo mese circa 10.000 visite, provenienti nella maggior parte da traffico organico di Google (quindi visite provenienti dai risultati del motore di ricerca di Google).

visite-fut18italia-analytics

Le visite certe di Google Analytics rispetto alle stime di software come SemRush e SeoZoom

Al contrario Google Analytics essendo fisicamente attraverso il suo codice dentro al tuo sito web, fornisce dati certi e reali.

 

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email-marketing

Campagna di email marketing di successo: ecco le linee guida da seguire

Una campagna efficace di email marketing non è solo buona dal punto di vista tecnico, quindi casomai si parla di ottima conoscenza di strumenti di editing e invio delle mail come cosa principale a sproposito.

Questo articolo qui vuole più che altro parlare di creazione e di impaginazione di contenuti e vuole dividere in 12 consigli, più che appropriati come fare una campagna di marketing tramite posta elettronica che possa interessare davvero chi riceve le mail.

Allora andiamo a vedere punto per punto cosa possa davvero interessare e quanto sia facile seguire questi consigli per poi attuare una strategia di marketing vincente.

I 12 consigli

1. Piattaforma di email marketing: quale scegliere

Una piattaforma di email marketing, come quella molto buona di matico.io, permette ai clienti di creare newsletter efficaci pagando dei professionisti che si occupino della campagna al posto nostro. Potrebbe sembrare una soluzione facile e lo è, perché abbiamo a nostra disposizione le competenze di un team di comunicatori per un prezzo mensile davvero esiguo. Andare su un sito come Matico permette di avere un ottimo lavoro, in poco tempo, e con grosso dispendio di mezzo, umani e informatici.

2. Oggetto della mail

Non dilungatevi con degli oggetti articolati, l’oggetto per essere efficace deve essere breve. Sarebbe molto meglio restare all’incirca nei 50 caratteri. L’oggetto breve permette al cliente di provare ad aprire la mail perché infonde un certo senso di urgenza in chi sta leggendo che apre per capire di cosa si tratti. In senso contrario un titolo lungo annoierebbe. D’altronde negli anni abbiamo imparato che un utente medio regala un paio di secondi a una novità sul web, meglio acchiapparlo subito.

3. Posizionamento del logo

I movimenti oculari che sono al centro di studi molto interessanti degli ultimi anni tracciano delle linee, realistiche, durante l’utilizzo del computer. L’utente quello medio tende a guardare in alto a sinistra quando si trova davanti allo schermo. Proprio per questo sarebbe il caso di piazzare lì il logo dell’azienda in una qualsiasi newsletter, perché è proprio lì che l’occhio andrà a soffermarsi.

4. Massimo 600 pixel

La larghezza del corpo del testo, in linguaggio HTML non dovrebbe mai superare i 600 pixel. Scocciante sarebbe per tutti scrollare la barra orizzontale per arrivare a leggere la fine delle frasi. Una perdita di tempo e un movimento in più che difficilmente un utente normale ha voglia di fare. Quindi restiamo nella larghezza standard, così da velocizzare e rendere fruibile il testo dall’inizio.

5. Call to action in alto

Ogni campagna di email marketing (come nel caso dell’email transazionali)  si avvale di una call to action, cioè di qualche operazione da fare, un clic, una risposta, che permetta di creare questa interazione tra l’utente e la newsletter. In questo caso sarebbe meglio mettere questa che è chiamata la call to action nella parte superiore della mail per far sì che si veda subito e che non ci sia bisogno di scrollare giù, operazione in più in questo caso che sarebbe un’ulteriore perdita di tempo.

6. Solo un paio di font diversi

Non roviniamo la newsletter infiorando lo scritto con più font diversi che rovinerebbero la linearità e confonderebbero l’utente. Quindi non pensate di essere più creativi usando font diversi per lo scritto, creerebbe sono distrazione. Studi hanno confermato che meno di 3 font utilizzati rendono la mail maggiormente fruibile.

7. Sconti e promozioni

L’incentivo è fondamentale per far sì che una newsletter venga aperta. Una promozione o uno sconto, anche minimo, attirano l’utente ad aprire quella mail. Ricordiamoci sempre di aggiungere un incentivo qualsiasi perché questo fa sì che al 100 per cento si apra la mail. D’altronde una newsletter, senza promozione, è come una pubblicità senza prodotto. Quindi aggiungete sempre anche un piccolo sconto per rendere appetibile la mail.

8. Nuovi e vecchi clienti

In una mailing list a cui mandare le mail ricordiamoci sempre di dividere i nuovi utenti dai vecchi. Questo è importante per modificare il contenuto e fidelizzare i vecchi e accattivare i giovani. La differenziazione principale poi dovrebbe avere anche varie differenziazioni secondarie come quelle per sesso, età e provenienza. Possiamo poi anche differenziare ancora per capire se una newsletter è stata aperta o meno, dividendo tra utenti attivi e non attivi. Scoprendo quali di questi utenti non sono attivi si potrebbe pensare a far riattivare un’utenza grazie a una piccola promozione, un piccolo gadget pensato apposta per loro.

9. Mai mail lunghe

Restiamo sempre dell’idea che delle mail troppo lunghe non vengano lette. Dal punto di vista psicologico trovarsi davanti a un testo lungo fa sì che non venga proprio letto. Raccontiamo solo quello che ci serve, non ci dilunghiamo in parole inutili che possano scoraggiare la lettura.

10. Mail ad ogni ricorrenza

Entriamo nella vita dei nostri utenti, mandiamo una mail con qualche promozione per festeggiare il compleanno del nostro utente, ricordiamo di mandare una mail per Natale o per il buon anno, sempre con qualcosa da guadagnare per il cliente. Non mandiamo mail di auguri sterili ma cerchiamo di far parte della vita dell’utente con discrezione e con qualche regalo.

11. Link coerenti

Cerchiamo di mantenerci sempre sobri e focused, cioè se abbiamo una mail che parla di qualcosa di specifico e ha un certo aspetto il link di riferimento deve essere correlato a come sembra la mail. Non è che abbiamo una newsletter a fiorellini e il link all’interno rimanda a un rasoio per uomo. Attenzione a quello che la mail sembra e manteniamo una certa coerenza, senza esagerare, chiaramente.

12. Mail di prova

Prima dell’invio di massa mandate sempre una mail di prova a un ristretto gruppo di persone che possa aiutarvi nel capire se c’è qualche refuso, se i link funzionino, se la promozione scelta possa essere accattivante, se il testo sia scorrevole.

Il feedback iniziale può essere importantissimo per capire se quella sia la strada giusta da seguire, stiamo parlando di una prova che può salvare un’intera campagna. Quindi non dimentichiamoci mai di provare l’effettiva incisività della mail, della promozione e del link prima dell’invio massiccio.

ubersuggest-funzioni

Come usare UberSuggest per trovare keyword

UberSuggest è un sito web che offre un servizio gratuito utile a chiunque abbia a che fare con il web, più precisamente con chi si occupa di SEO (ottimizzazione del posizionamento sui motori di ricerca), webmaster (coloro che si occupano di realizzazione di siti web) e copywriter (la figura che si occupa di scrivere articoli per il web).

Come usare UberSuggest per trovare keyword

Scopriamo UberSuggest e le sue principali funzioni.

Get more keywords ideas

Use Übersuggest to quickly find new keywords not available in the Google Keyword Planner. Take your keyword research to the next level with tons of keyword ideas for SEO, PPC and your next content marketing campaign.

 

Questo breve testo è preso dalla homepage di UberSuggest e tradotto in italiano significa questo:

Utilizza UberSuggest per trovare nuove parole chiave che non sono disponibili nel Google Keyword Planner. Porta la ricerca delle parole chiave al prossimo livello con tonnellate di idee per la SEO, PPC ed per la tua prossima campagna di Marketing.

Parole chiave a coda lunga

Con “coda lunga” si intendono quelle parole chiave non primario. poniamo l’esempio della parola chiave “realizzazione siti web” una coda lunga potrebbe essere aggiungere alla keyword principale alcune parole correlate come “in wordpress” oppure “economici”.

Grazie a quelle parole, andiamo a coprire una ricerca dell’utente ancora più specifica, in quanto la parola chiave diventerà:

Realizzazione siti web in WordPress oppure Realizzazione siti web economici.

Questo discorso di coda lunga è utile e fondamentale in una strategia SEO sopratutto, in quanto ci permette di scovare nuove nicchie non ancora battute o quanto meno di farci trovare sui motori di ricerca senza andare a competere con i colossi del web che sono posizionati con parole chiave comuni e non specifiche.

La funziona essenziale dunque di questo tool è quella di suggerire decine anzi centinaia di parole chiave affini a quella che tu darai in pasto al software.

Come prima cosa impostiamo il paese nel quale vogliamo fare la ricerca, nel nostro caso l’Italia:

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Ubersuggest come effettuare una ricerca in Google Italia

UberSuggest, troviamo suggerimenti alle parole chiave (keywords)

Il prossimo passo è quello di dare in pasto al programma la parola chiave principale che vogliamo analizzare, UberSuggest ci restituirà una serie di risultati con parole chiave affini e correlate che ci aiuteranno a trovare altre keywords da utilizzare per raggiungere il nostro obiettivo.

Come possiamo vedere dall’immagine che segue, proponendo la seguente parola chiave “realizzazione siti web” il software ci suggerisce inizialmente le parole chiave più utilizzate su Google che contengono la chiave primaria da noi inserita nel tool. In seguito ci suggerisce le keywords correlate che contengono la nostra parola chiave principale con suggerimenti che partono con tutte le lettere dell’alfabeto:

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Le parole chiave che ci suggerisce UberSuggest

UberSuggest il WordCloud

Il WordCloud, pensato da UberSuggest è una composizione delle principali parole collegate alla keyword principale che abbiamo inserito.

Le parole vengono inserite nell’immagine a differenti dimensioni a seconda del volume di ricerca che esse hanno. È molto carino e utile utilizzare questa immagine da inserire nel prorpio articolo del blog o altro.

ubersuggest-word-cloud

WordCloud di UberSuggest, le principali keyword in un’immagine

UberSuggest, la funzione che non conoscevi

Forse ti è sfuggita questa grande funzione di UberSuggest.

Non solo puoi trovare gratuitamente keywords correlate a quella principale in Google, bensì puoi effettuare la stessa ricerca su altre tipologie di motori, ad esempio YouTube (il principale portale di video online), Google Immagini (il principale motore di ricerca di immagini appunto), Shopping (integratore di prodotti in vendita online di Google), Google News (aggregatore di notizie della società di Mountain View).

ubersuggest-ricerca-immagini-youtube

Ubersuggest trova keywords in youtube, immagini, shopping e news.

 

Se necessiti di assistenza, o un preventivo per la tua prossima campagna di Web Marketing, non esitare a contattarci per un consulto:

 


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Passaggio sicuro da Http ad Https, cosa ricordarsi

Il passaggio di un sito web da Http ad Http è una questione molto importante alla quale bisogna stare molto attenti.

Passaggio sicuro da Http ad Https, cosa ricordarsi

Https è un fattore di posizionamento sui motori di ricerca secondo Google, perciò il passaggio di un sito web in Http all’aggiunta di un certificato di sicurezza SSL è una procedura delicata.

Il protocollo SSL è un certificato che permette al sito web di passare dati anche sensibili in modo sicuro. Il browser Google Chrome segnala la sicurezza di un sito, quindi la presenza dell’Https attraverso una spunta verde a fianco all’URL. Chiaramente questo certificato è utile quando si trattano dati sicuri come dati personali di identità o dati di pagamento.

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Google Chrome ci mostra che il sito è sicuro

Veniamo a noi, parliamo brevemente dei passaggi da fare una volta passato il sito in Https.

Cosa fare dopo il passaggio ad Https

sito-sicuro-con-httpsCome mettere in sicurezza il tuo sito web. Mettiamo il lucchetto!

Tutti questi passaggi ti consentono di mantenere il posizionamento nella SERP di Google per esempio che hai guadagnato nel corso del tempo. Per ottenere un buon posizionamento nei risultati dei motori di ricerca occorre tempo, possono essere settimane, così mesi, cosi anche un anno a seconda della tipologia di keyword per la quale desideriamo posizionarci e dalla competitività che essa ha. Perciò non pensate che sia un peccatto perdere tutto il lavoro svolto fino ad ora?

10 passaggi fondamentali dopo il passaggio da Http ad Https

  1. Fare i redirect 301 di tutti gli URL in Http alla versione in Https;
  2. Aggiungere la versione in Https alla Google Search Console e all Bing Webmaster Tools. Nella Search Console devono essere aggiunte sia la versione con il www, sia la versione senza. A questo punto deve essere settato il dominio preferito nella scheda Https;
  3. Controllare che tutti i link interni puntino alla versione in Https (per semplificare il lavoro è possibile utilizzare Screaming Frog o software simili);
  4. Controllare che tutti gli eventuali “canonical” siano corretti e puntino alla versione in Https (non vorremmo mica duplicare tutto no?);
  5. Inserire la versione Https nella sitemap XML e segnalarla opportunamente;
  6. Controllare che tutti i link esterni (backlink) che hai sotto controllo puntino alla versione in Https;
  7. Controlla che tutti i link provenienti dai tuoi profili dei Social Network puntino alla versione in Https;
  8. Aggiornare le proprietà del software gratuito Google Analytics alla versione in Https;
  9. Controllare che tutte le librerie che si utilizzano (jquery, google fonts,etc) puntino ad Https. Se le pagine del tuo dominio sono in Https ma poi richiamano le librerie nella versione Http (senza s) vengono comunque segnalate come “non sicure al 100%”;
  10. Controllare i file robots e htaccess e aggiornare tutte le URL.

 

Fatto ciò sarete certi di non incorrere in problematiche varie.

Se avete necessita di un supporto per sistemare la SEO del vostro sito web, contattateci qui sotto:

 

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Posizionamento dei social network: come funziona la SEO sui social

Quando si parla di SEO, ovvero di posizionamento sui motori di ricerca, si parla, al 99,9%, di siti web, portali e blog aziendali. La definizione sembra non avere altre interpretazioni, ma la realtà è ben diversa. Esiste, infatti, anche il posizionamento dei social network, o meglio dei propri profili personali e aziendali sui diversi social media.

Oggi, infatti, fare SEO sui social network dovrebbe rivestire la stessa importanza che farlo sui siti web, perché si pone gli stessi obiettivi, ovvero andare ad intercettare quanto più traffico interessato al fine di aumentare i propri clienti/il proprio fatturato. Di seguito vedremo proprio come funziona il posizionamento dei social network e come sfruttarli a nostro vantaggio.

Perché fare SEO sui Social Network?

Come ormai tutti sappiamo bene, i social network non influiscono in maniera diretta sulla SEO, anche se possono influenzarla in modo indiretto. Oggi, però, non parleremo del legame fra SEO e Social Network ma di come si possano posizionare i diversi profili social all’interno dei loro motori di ricerca interni, e non solo.

Quando infatti elaboriamo delle ricerche su Google non ci compaiono più, come accadeva qualche anno fa, risultati provenienti unicamente da siti web, ma anche immagini, profili dei social network, video caricati su YouTube e addirittura post e articoli pubblicati sui social. Questi compaiono proprio perché sono stati ottimizzati e posizionati per raggiungere i migliori risultati sia sul social network ospitante che sulle SERP di Google.

Ma perché fare SEO all’interno dei social network? Per la stessa ragione per la quale si fa sui siti e blog, ovvero per intercettare quanto più traffico possibile e riuscire a convertirlo. Fra i tanti Social all’interno dei quali è possibile svolgere delle ottimizzazioni per risultare nelle prime posizioni dei motori di ricerca interni, ve ne sono due di piuttosto importanti nelle strategie di Web marketing, ovvero YouTube e Linkedin.

 

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Quanto vale la SEO per un sito web?

Quanto vale la SEO per i siti web?

Secondo una famosa indagine statistica condotta sulla rete qualche anno fa, il 90% degli utenti di internet, quando effettua una ricerca, si limita a consultare soltanto i primissimi risultati di Google, ignorando tutti i siti indicizzati nelle ultime posizioni. Tali risultati mettono in evidenza quanto sia importante riuscire a posizionarsi nella prima pagina dei motori di ricerca, per riuscire ad ottenere visibilità per la propria piattaforma web. Per riuscire a farlo, è fondamentale adottare delle strategie SEO, in grado di migliorare la propria indicizzazione e raggiungere un numero elevato di utenti.

Per questo il lavoro di un consulente SEO diventa fondamentale nella buona riuscita di un progetto web.
In questo articolo, spiegheremo perché la SEO è importante e quali sono i suoi vantaggi per i siti web.

L’importanza della SEO per i siti web

In ambito informatico, l’acronimo SEO (Search Engine Optimization) viene utilizzato per indicare tutte le strategie che possono essere applicate su un sito web, per migliorare la sua indicizzazione sui motori di ricerca e consentirgli di apparire tra i primi risultati. In questo modo, la piattaforma viene visualizzata immediatamente dagli utenti che navigano su Google, incrementando notevolmente il flusso di visite e i guadagni del proprio business online. Il SEO è strettamente legato al funzionamento di Google. Infatti, quest’ultimo cataloga le differenti pagine web in rete seguendo dei criteri precisi, al fine di garantire agli utenti una navigazione sempre soddisfacente e di qualità.

I siti che si adeguano a tali richieste, vengono premiati, ottenendo un rank elevato che gli consente di scalare la vetta dei risultati di ricerca. I siti che non corrispondono ai parametri di qualità di Google, invece, vengono penalizzati, collezionando un punteggio inferiore e un’indicizzazione svantaggiosa. Nella maggior parte dei casi, ciò determina una diminuzione degli accessi giornalieri da parte degli utenti e il fallimento dell’intero progetto web a medio e breve termine. Dunque, per riuscire a ottenere successo su internet è fondamentale conoscerne le regole e ottimizzare la propria piattaforma in ottica SEO.

SEO-e-parole-chiave

SEO e parole chiave: come scegliere e tool utili

SEO e parole chiave: come sceglierle e tool di riferimento

L’attività di posizionamento SEO si compone di tantissimi fattori, che presi insieme contribuiscono al risultato finale. La strategia iniziale è però, come in tanti altri campi, un aspetto essenziale. Una parte di tale strategia riguarda proprio la scelta delle parole chiave più efficaci su cui puntare per posizionare le pagine del proprio sito web.

Si tratta probabilmente dello step più importante. Come è noto infatti, gli utenti nelle loro ricerche si focalizzano principalmente nei primi risultati che gli vengono restituiti da Google e dagli altri motori. Oggi la SEO è diventato un mercato molto più competitivo, scegliere fin dall’inizio delle keywords con un ottimo rapporto tra costi e benefici può fare la differenza.

Ma come scegliere le parole chiave più efficaci? Gli aspetti da considerare sono diversi e non riguardano solo i volumi di ricerca e la competizione per posizionare una determinata parola chiave. Ma andiamo con ordine e concentriamoci intanto sul primissimo passaggio che si compie all’avvio di un progetto web: la scelta del nome del dominio.

Parole chiave e nome del dominio

I motori di ricerca tendono ancora a dare un certo peso alle parole chiave presenti nel nome del dominio. Nei settori più competitivi tale vantaggio tende un po’ a sfumare, mentre negli altri rimane ancora un aspetto importante. Nella scelta delle parole chiave relative al nome del dominio, si possono configurare tre opzioni: